11 gen 2021

RETE PER IL MONITORAGGIO DELLA QUALITA' DELL'ARIA (progetto del circolo ARS CALES CE01)

 Vorrei portare a conoscenza di tutti un progetto interessante messo in essere da I8IUD Peppino De Lucia, referente del circolo ARS Cales CE01.

Si tratta di due centraline italiane della rete "Luftdaten" (senza scopo di lucro) che conta già 13382 sensori attivi in Europa.




Queste centraline gestiscono sensori per il monitoraggio della qualità dell’aria (polveri sottili PM10 e PM2.5, temperatura, umidità e pressione atmosferica).

Tramite questa rete è possibile rendere disponibili a tutti gratuitamente i risultati di questi rilevamenti. 




Inutile ricordarvi quanto sia importante nella vita di tutti i giorni la qualità dell'aria che respiriamo, e quindi l'utilità sociale di simili iniziative.

Con una spesa di circa 50 euro è possibile assemblare e installare una di queste centraline, contribuendo così alla diffusione di questa rete.

l'idea sarebbe che i circoli ARS installassero almeno una di queste centraline nel loro territorio.

L'assemblaggio non è nulla di trascendentale, ed unisce la parte hardware vera e propria (pochissime saldature, assemblaggio tipo Arduino) con la parte software (installazione e configurazione del sistema).




Non voglio tediarvi oltre, ma vi prego di dare un'occhiata ai link riportati qui sotto.

link alla pagina del  progetto:

http://www.calvirisorta.com/articoli%20giornale/articoli%20giornale%202021/20210106%20Redazione%20Calvi.htm


link alla mappa mondiale dei sensori:

https://opensensemap.org/explore


link alle istruzioni per il montaggio del sensore:

https://sensor.community/it/sensors/airrohr/


Se si raccolgono adesioni in numero sufficiente su può pensare di mettere insieme un gruppo di acquisto in modo da spuntare prezzi migliori.

Fate sapere cosa ne pensate !!

73 da Mauro IK1WVQ

SPUNTI PER L'ATTIVITA' IN /MOBILE - Sauro IU5ASA

Voglio condividere le foto di come, ormai qualche anno fa, ho intallato il supporto per l'antenna sulla mia auto.



In auto, uso la radio per i QSO nel tragitto casa-lavoro in V/Uhf, ma senza alcun problema, l'installazione che ho realizzato, può sostenere senza alcun problema gli stili per le HF.


Ho impiegato una staffa da "specchietto" per le antenne CB dei camion, che ho fissato alle barre portatutto originali dell'auto

Il centrotetto con attacco PL è cablato con il solito RG58, che si "incastra" a dovere nel gocciolatoio fino al portellone posteriore del bagagliaio, da cui entra nell'auto senza dover forare o modificare alcuna parte dell'auto...



Per evitare l'ingresso di acqua, ho fatto entrare il cavo dalla parte inferiore del baule. 

All'interno dell'auto, il cavo è fatto passare sotto la tappezzeria fino a giungere alla radio.



Il supporto è collegato alla "massa" dell'auto attraverso i collari ad "U" che stringono sul portapacchi, quindi l'antenna ha il piano di massa necessario per funzionare al meglio.

Uniamo quello che lo spazio separa...

anche in auto...

73 de Sauro - IU5ASA



9 gen 2021

DIPOLO HF MULTIBANDA CON SORPRESA - Sauro IU5ASA

Eccoci qui a condividere un’altra semplice realizzazione, che spero risulti di interesse comune. Si tratta della costruzione di un’antenna dipolo per le classiche e molto utilizzate bande HF per i 20 e 40 Mt, che si presenta in configurazione full size nei 14 MHz ed accorciato del 30% circa nei 7 MHz. Io l’ho pensata e realizzata per l’utilizzo in campeggio o in quelle situazioni dove non c’è fisicamente lo spazio per stendere antenne di circa 20 mt di lunghezza; questa infatti necessita solo di 13 mt, e può essere quindi installata anche su di un tetto non troppo grande o in un piccolo giardino. Proseguendo nella lettura, scoprirete una simpatica sorpresa, che rende questa antenna unica nel suo genere (almeno credo…).

Entriamo più nel dettaglio; la commutazione tra le bande 20-40 Mt è automatica, ovvero non è richiesto alcun intervento sull’antenna; questa funzione la si ottiene, cosi come l’accorciamento sulla banda dei 40 Mt, utilizzando due bobine che fungono da “blocco” per la frequenza più alta e da “caricamento” per quella più bassa. La frequenza dei 7 Mhz riesce infatti ad attraversarle in virtù di un valore minore di reattanza risultante. Per la sua realizzazione servono : n° 1 Bal-Un con rapporto 1:1 del tipo commerciale, oppure anche autocostruito seguendo i molti schemi e progetti reperibili nel web; non è obbligatorio, ma suggerito… mt 15 circa di filo elettrico per l’antenna, della sezione di 1-1,5- 2,5 mmq, quello che più vi piace o che già avete in cantina. 50 cm di tubo in plastica resistente, diametro 40 mm, per intenderci quelli grigi utilizzati per gli scarichi dei lavandini, da utilizzare come supporto per le bobine. Mt 15 di filo da 0,75 mmq (diam. est. 2,7 mm) oppure 5 mt di doppino telefonico rosso/bianco (diam. est. 1,4 mm) per l’avvolgimento delle bobine. Viteria M3, qualche terminale ad occhiello, qualche centimetro di termorestringente, fascette in plastica, due fermacavo, due pinzette a “coccodrillo” e del cordino in nylon quanto basta. L’attività che richiede maggior attenzione è naturalmente la costruzione delle due bobine, il cui valore è di 32 micro H. Utilizzando il filo da 0,75 mmq ed il tubo diametro 40mm, dovrete avvolgere 58 spire serrate, mentre se utilizzate il più sottile doppino telefonico, ne serviranno solo 38; la bobina risulterà anche molto più corta e compatta. Se preferite o disponete di materiale diverso, potete ricalcolare le vostre bobine, utilizzando il noto programma “Radioutilitario”, reperibile gratuitamente nel web.
Come visibile nelle foto, la bobina inizia con un terminale ad occhiello saldato al filo della bobina e fissato con una vite M3 al tubo di plastica; questa operazione preliminare faciliterà molto l’avvolgimento del filo sul tubo e renderà la bobina ben serrata ed uniformemente avvolta. Giunti al termine dell’ultima spira, taglierete il filo a misura e salderete un altro terminale ad occhiello che verrà a sua volta fissato al tubo in plastica con un’altra vite da M3. Suggerisco di proteggere i terminali e le estremità del filo con termorestringente, al fine di evitare o almeno limitare, l’ingresso di umidità al di sotto del rivestimento isolante del filo, prolungando la vita del conduttore. Realizzate entrambe le bobine, procedete adesso al taglio dei fili conduttori ed all’assemblaggio dell’antenna come da schema seguente:
La taratura per la banda dei 20 mt si realizza ripiegando i “codini” da 25 cm posti prima delle bobine fissandoli con le pinzette a coccodrillo, mentre per la banda dei 40 mt, ripiegando le punte del dipolo e fissandole con i relativi serracavi. Le punte possono essere dotate di isolatori commerciali o autocostruiti, o più semplicemente sostenute direttamente da cordino in nylon, a vostra discrezione, avendo cura di tenerle sollevate da terra quanto più possibile… L’antenna è stata utilizzata con soddisfazione durante l’ultima uscita di IQ5ZP realizzata a Settembre us sull’isola del Lido di Venezia, senza percepire alcun decadimento delle prestazioni per l’accorciamento della banda dei 40 mt.
Giunti ormai al termine di questo articolo, vi domanderete: "ma dov’è la sorpresa annunciata?"  Beh… se collegate le pinzette a coccodrillo dei codini di taratura dei 20 mt alle viti poste in uscita alle bobine, di fatto cortocircuitandole, l’antenna risuonerà in banda 30 mt come una full size, per il piacere dei colleghi telegrafisti o di coloro a cui piacciono i modi digitali.
Questa peculiarità non è il frutto del caso… ma di qualche simulazione ed ottimizzazione sul campo per l’affinamento delle misure e del valore delle bobine di accorciamento. Che dire delle prestazioni di quest’antenna ? Come tutti i dipoli, renderà meglio nei DX se montata in alto; i suoi punti di forza sono senza dubbio la praticità d’uso nei cambi banda 20-40, la possibilità con un semplice intervento di operare anche in 30 mt, e la sua compattezza, che in appena 13 mt di spazio, permette di lavorare le 3 bande HF più utilizzate in questo periodo di scarsa propagazione. Questa antenna mi accompagnerà in campeggio durante le prossime vacanze estive… Sarà anche per Voi motivo d’ispirazione per viaggi su spiagge lontane… ed avventure esotiche ?

 73 da Sauro IU5ASA

VERTICALE MULTIBANDA DA MARSUPIO – IU5ASA

Aspettando di poter tornare a fare attività all’aperto con le nostre apparecchiature, vi propongo la realizzazione di questa semplice antenna verticale, che ho sperimentato con successo l’anno scorso durante le vacanze con l’FT817, ma che si presta senza alcun impedimento anche al QRO. E’ un’efficiente alternativa per il portatile e non solo… alle verticali con i 4:1 o 9:1 e per sperimentare…

Il lobo di radiazione, è quello tipico di una verticale ¼ d’onda, su tutte le bande:


La realizzazione è alquanto semplice e intuitiva; i componenti necessari sono, nella maggior parte dei casi già disponibili nei nostri cassetti, senza la necessità, stante l’isolamento sociale imposto per contenere la diffusione del Covid-19, di uscire per fare acquisti in grandi magazzini e fai da te.

Si tratta di una verticale multibanda che copre tutte le bande fino ai 30 mt se sorretta da una canna da pesca da 7 mt, oppure fino ai 40 mt se si dispone di una da 10 mt. Ciascuno di voi potrà realizzarla sulle bande che preferisce.

Io adoro le canne da pesca da 7 mt della nota catena di distribuzione di articoli sportivi francesi… perché sono economiche e leggere, sorprendentemente resistenti e trasportabili.

Per la sua realizzazione, servono: n° 1 PL 259 femmina da pannello, circa 100 mt di filo elettrico di qualunque sezione (io preferisco lo 0,50 mm2 per la leggerezza…), va bene anche quello rosso/nero, n° 5 pinzette a coccodrillo e degli interruttori a “peretta”…. tanti quante saranno le bande che volete inserire nella vostra nuova antenna meno uno…. Ma potete utilizzare anche dei comuni faston.


Il radiatore è costituito da un classico ¼ d’onda per ciascuna banda; le bande sono “selezionate” dagli interruttori a peretta che fungono da efficacissime “trappole”.

Il prospetto seguente riporta le lunghezze del radiatore per ogni singola banda, partendo dall’alimentazione alla base dell’antenna, che sarà munita di una pinzetta a coccodrillo:


Band (mt)

L Rad (cm)

Band (mt)

L Rad (cm)

6

141

17

393

10

246

20

504

12

286

30

704

15

336

40

1004


A titolo d’esempio, riporto le misure per la realizzazione di una tribanda per le Warc (12-17-30 mt); le due trappole/perette andranno poste rispettivamente a 286 cm dalla base per la commutazione 12/17 mt ed a 393 cm dalla base per la commutazione dei 17/30 mt; il radiatore avrà una lunghezza totale di 704 cm. Calcolando le differenze in cm tra i rispettivi ¼ d’onda delle bande che si vuole realizzare, si possono preparare preventivamente tutti i pezzi di filo necessari, avendo l’accortezza di tagliarli qualche centimetro più lunghi per la successiva taratura.




Ad ogni cambio banda, è necessario abbattere l’antenna per agire sulle perette, ed è qui che la canna da 7 metri, per la sua leggerezza, rende l’operazione estremamente semplice e veloce.

Ma veniamo adesso alla realizzazione del piano di massa, e sì, perché come ogni antenna che si rispetti, e dalla quale ci aspettiamo il massimo delle prestazioni, anche questa verticale, essendo una ground plane, ha bisogno dei radiali per funzionare bene. Per facilitarne l’installazione, io li stendo a terra, quindi non è necessario che siano tagliati alla lunghezza della risonanza di ciascuna banda… li dispongo a raggiera intorno alla base dell’antenna, o come riesco in funzione dello spazio di cui dispongo; abitualmente uso 32 radiali, della lunghezza di 2,5 mt, ma ho ottenuto ottimi risultati anche con solo 16 radiali della stessa lunghezza.

Evidentemente, più se ne stendono, e più lunghi sono, e meglio è, ma non ossessioniamoci… superato un certo numero, il miglioramento è veramente impercettibile se non con l’uso di precise e costose apparecchiature di misura… ognuno troverà, anche sperimentando, il suo giusto compromesso. Io con il set up che vi sto descrivendo e con l’817 (5w), in telegrafia non ho alcun problema a collegare americani e giapponesi…

I radiali sono raggruppati a mazzetti di 8 ciascuno, saldati insieme ad una pinzetta a coccodrillo… quindi sono in totale 4 mazzetti. Stenderli è relativamente rapido.




Se mi avete seguito fin qui, vi stupirete dello scoprire che la vostra nuova antenna è già pronta per il montaggio e la taratura, che dovrà avvenire iniziando dalla banda/frequenza più alta, scendendo…

Fissato il radiatore alla canna da pesca con del semplice nastro isolante, e collegato come da foto, non vi resta che provarla nella banda che desiderate, avendo l’accortezza di lasciare le perette sottostanti in posizione “acceso”, ovvero contatto chiuso…





La compattezza e leggerezza dell’antenna vi consentirà di riporla in un piccolo marsupio e portarla con voi anche come antenna d’emergenza.

Se disponete di un albero o supporto alto a sufficienza per appenderla con un cordino, potete fare a meno della canna da pesca, e l’antenna risulterà ancora più mimetizzata...

L’utilizzo delle pinzette a coccodrillo l’ho pensato non solo per la facilità e velocità di montaggio/smontaggio dell’antenna, ma anche per evitare che camminando distrattamente sui radiali, ci si possa inciampare… specialmente nei camping o nei parchi pubblici, può infatti accadere che i bambini correndo possano pestarli




Ho già realizzato anche un prototipo aggiungendo la banda dei 40 mt sulla canna da pesca da 7 metri… ottenendo anche la commutazione automatica tra i 20 ed i 40 mt. Sarà magari oggetto di un prossimo articolo;  questa versione la potete comunque realizzare senza problemi, in quanto per i 40 mt, serve solo aggiungere un particolare …

Buona Realizzazione e buoni DX

73 de Sauro – IU5ASA



4 gen 2021

ATTIVAZIONE BLOG A.R.S. (con regole e istruzioni per l'uso)


Ciao a tutti,
ecco in linea il nuovo BLOG della nostra associazione.
Ricordo che un BLOG  NON  E'  UN  SOCIAL, e quindi non è adatto per discussioni, tavole rotonde  o simili.
Vedetelo come una "rivista online", una raccolta di articoli, un contenitore a cui, diversamente dalle riviste propriamente dette, potete accedere in modo autonomo e immediato.
Non c'è nessuna approvazione preventiva, ma sappiate che verranno "sospesi" gli articoli che violino le regole del buon gusto o che escano degli scopi del blog .. L'autore verrà contattato e invitato a sistemare l'articolo in modo da poterlo rendere nuovamente visibile.

Per pubblicare il vostro contributo occore essere inseriti come "autore". Inviatemi una email a:


con nome, cognome, nominativo, e provvederò ad inserirvi.

Una volta che sarete autori, ecco alcune succinte istruzioni per scrivere il vostro articolo:

- cliccate sull'iconcina arancione in altro a sinistra, sopra l'intestazione ARS: 



- se sarete stati correttamente accettati come "autori" comparirà questa schermata:


- cliccate su "+ NUOVO POST". Comparirà finalmente la pagina in cui scrivere il testo:



- non dimenticate il titolo del vostro post, poi inserite il testo, trascinate dentro le eventuali foto.
Cliccando sulla foto trascinata apparirà un menù per modificare/allineare la foto.

Concludete sempre l'articolo con il vostro nome e/o nominativo, se no i lettori non sapranno chi ne è l'autore.

Alla fine cliccate su "pubblica" in alto a destra. Il vostro pezzo sarà immediatamente visibile da tutti.

Se prima di pubblicare volete rendervi conto di come verà visto il vostro articolo premete su "anteprima". 

non preoccupatevi del colore dello sfondo, viene impostato in automatico dal sistema.

Sono a disposizione per aiuti e consigli.

73 da Mauro IK1WVQ - K1WVQ





4 dic 2020

EDITORIALE




Ce la possiamo fare!


Di IK2JYT, Giovanni Terzaghi.

Carissimi, mentre vi scrivo siamo in piena emergenza da Covid19, invitati a rimanere a casa e… visto che durerà parecchio tempo vi esorto: utilizziamo il nostro tempo per cose sagge, la fantasia non manca a nessuno, se proprio non vi viene nulla in mente, la Radio può essere un valido aiuto…

In questi giorni dove gli slogan vengono elargiti gratuitamente viene istintivo paragonare il “ce la faremo” anche per la nostra Society. Mentre dai balconi delle nostre case abbiamo riscoperto questa identità italica, vorrei che si facesse altrettanto per la nostra Associazione; ahimè di questi tempi dovremmo attendere ancora molto affinché la maggior parte dei nostri Soci riscoprano il vero senso di appartenenza, l’orgoglio il vero sodalizio e la condivisione. Per fortuna qualche settimana fa abbiamo registrato la disponibilità di nuovi collaboratori, Soci pronti a riannodare le fila e a riprendere con il C.E.N. una sana andatura.

Abbiamo tutti nei mesi scorsi cercato invano di stimolare i Soci, molti dei quali si sono allontanati, forse in attesa di un nuovo servizio associativo o anche perché troppo assuefatti o ipnotizzati dai nuovi media.

Vorrei ora fare una riflessione. Sono convinto che abbiamo raggiunto il limite anche nel nostro mondo radiantistico. Siamo poi troppo propensi a paragonare gli strumenti tecnologici come dei capri espiatori dei peccati di coloro che li maneggiano.

In sé stessi i prodotti della scienza moderna non sono né buoni né cattivi: è il modo in cui vengono usati che ne determina il valore. Spiace ammetterlo ma il vero risultato è il “sonnambulismo” di molti OM oppure la più sincera ed esplicita traduzione: “rincoglionimento”.

Per chi ne avesse ancora bisogno, potremmo dire nello stesso modo: una bella grigliata di carne in sé stessa non è né buona né cattiva; è il modo in cui viene usata che ne determina il valore. O anche: le armi da fuoco in sé stesse non sono né buone né cattive; è il modo in cui vengono usate che ne determina il valore.

In altre parole, se le pallottole colpiscono le persone giuste, le armi da fuoco sono buone.

Ed è buono il tubo catodico della tv se spara le munizioni giuste contro le persone giuste. Non vorrei che mi consideraste troppo malevolo o maldicente ma arriviamo a chi ha sparato sentenze e accuse senza nemmeno sapere cosa facesse, o meglio senza conoscere il contenuto…

Trovare una qualsiasi scusa per andare a rifugiarsi nel più comodo o accomodante gruppo di amici o ex amici.

Alcuni giorni fa ho letto dei proclami e delle promesse mirabolanti per attirare nuovi Soci da parte di alcuni gruppi e nuove associazioni. Immediatamente l’ho paragonata alle pubblicità di alcuni gestori telefonici oppure alla moltitudine di fornitori di servizi: gas, luce, telefonia ecc… tutto incluso. 3 Come mio solito, mi sono fermato un attimo a riflettere su questo termine o se preferite: manifestazione mediatica.

Va considerato innanzitutto che il fenomeno migratorio è antico e complesso: la voglia di sopravvivere o di migliorare le proprie condizioni di vita ha sempre rappresentato la molla che spinge l'uomo a cercare altrove nuove opportunità. La novità di quest'ultimo mezzo secolo è data sia dalla maggiore evidenza della disparità di vita nelle varie parti del mondo che da una più agevole mobilità internazionale. Ci sono ben oltre 400 milioni di migranti internazionali nel mondo, pari al 5% della popolazione mondiale; se riunissimo idealmente tutti i migranti in un unico paese, questo sarebbe il quinto paese più popolato del pianeta.

Ritornando a noi e al nostro mondo HAM, la nascita di tutta questa miriade di gruppi o associazioni mi ha incuriosito, lasciato perplesso.

Il fenomeno della facile migrazione tra un’associazione e l’altra, mi ha indotto ad una riflessione: poveri prosciutti…

Oggi lo vediamo anche in politica, come con quanta facilità si cambia casacca di partito politico. Sono molto curioso di affrontare questo tema con voi, anzi mi piacerebbe aprire uno spazio su queste pagine de “La Radio”. Potrebbe essere un buon argomento per confrontare le vostre opinioni… Tuttavia, tornando a noi, solo il tempo darà ragione a chi lavora; l’essere rimasti al proprio posto con la zappa in mano!

Un sincero Grazie a tutti, dai Referenti in primis che continuano a lavorare per l’obbiettivo del primo articolo del nostro Statuto associativo: consolidare il nostro ruolo di Radioamatori, promuovere le nostre attività e incoraggiare nuovi giovani a sostenere gli esami ministeriali per diventare operatori radio.

Mauro IK1WVQ che è l’esperto nel settore è già pronto, me lo sento… Infine a chi è mai domo a proporre attività, Alessandro IK8YFU, Cesare IK7XNF e molti altri amici con il Marconi day, il risultato è sotto gli occhi di tutti.

Ora una considerazione sul nostro giornale on line: La Radio, per alcuni il nostro cordone ombelicale.

Vi esorto a partecipare alla simpatica proposta: la pagina dei Circoli.

Non una rubrica ma una sorta di gara, dove ad ogni uscita de La Radio corrisponda con uno spazio dedicato ai Circoli, tra un anno conteremo quanti articoli saranno pervenuti da ogni singolo Circolo. Non è necessario un articolo tecnico, una manifestazione, un’attivazione, va benissimo anche il ritrovarsi per festeggiare il compleanno di un Socio. Ho sempre sostenuto che la fantasia non manca… Diamoci dentro, e ora terminando questo pistolotto, vorrei lasciarvi con un’altra frase che sento molto spesso in questi giorni: dai che ce la facciamo!

Mai mollare…

Con i più sinceri 73 de, Giovanni IK2JYT

28 giu 2020

Montaggio non tradizionale di una Parabola Offset per 10GHz

In microonde l'uso dell'antenna parabolica è pressochè obbligatorio quando si vogliano affrontare distanze importanti.
Le parabole sono sostanzialmente di 2 tipi: "PRIMO FUOCO" e "OFFSET".

La "primo fuoco" la si vede sui tralicci degli impianti di telecomunicazioni, il contorno è circolare e l'illuminatore è montato nel punto centrale della parabola..

Parabola "primo fuoco"

La  "offset" invece ha preso piede con l'avvento della TV satellitare, non è perfettamente circolare e l'illuminatore è posizionato fuori dal centro geometrico, da cui il nome.

Parabola "offset"

I vantaggi della "primo fuoco" sono:
- puntamento intuitivo
- facilmente disponibile nel mercato del surplus
Lo svantaggio invece è che l'illuminatore "oscura" parte del fascio prodotto diminuendone l'efficienza.

I vantaggi della "offset" sono invece:
- costo basso e facilita' di reperimento (installatori TV)
- leggerezza
- l'illuminatore è piazzato fuori dal fascio, per cui non crea attenuazioni
- disponibilità a bassissimo costo (5euro) dell'LNB TVSAT di recente generazione, utilizzabile per i 10GHz.

Lo svantaggio: il puntamento in elevazione non è intuitivo (punta MOLTO più in alto di come sembrerebbe), come si può vedere nel disegno qui sotto.

Geometria della parabola "offset"

In portatile è sempre un problema stabilire quando la parabola sia puntata a 0° di elevazione sull'orizzonte, e, a 10GHz, con diametri di 60cm, il guadagno è ben superiore ai 30dB, quindi il fascio è stretto, e il rischio di perdere il corrispondente è alto.

Curiosando in giro ho scoperto un sistema di montaggio che permette di essere sicuri del puntamento in elevazione: montata "coricata".
Più di tante parole valgono queste immagini:




Montandola così si ha la certezza di essere puntati sull'orizzonte.

E' vero, occorre modificare il sistema di fissaggio, ma nella maggior parte dei casi sono veramente modifiche semplici, e ci si può sbizzarrire a trovare le migliori soluzioni.

In questa mia realizzazione ho privilegiato la leggerezza, visto che praticando il QRP devo recarmi necessariamente in montagna a piedi, e meno roba c'è nello zaino e meglio è..

Modifica alla staffa di fissaggio

Sulla lastra superiore (e' di vetronite da circuito stampato, senza rame, spessore 1.6mm, per facilità di realizzazione, ma anche di allumino va bene) è disegnata in rosso una freccia (si vede poco) che indica la direzione di puntamento in azimut.
Nel mio caso è bastato un seghetto e un trapano per lavorare i 2 pezzi di vetronite.

Non aggiungo altro per non annoiarvi, e resto a disposizione per eventuali chiarimenti

Buone autocostruzioni e buoni DX.

73 da Mauro IK1WVQ - K1WVQ








28 gen 2020

"10GHz FACILI" prima parte: TX 10GHz CON MODULO "HB100"


Questa serie di articoli fa seguito a un paio di "serate tecniche" che ho tenuto presso le sezioni ARI di Ivrea e di Genova, in cui ho parlato di questa possibilità per iniziare a trasmettere e a divertirsi in microonde (10GHz, per ora).
In queste due slide sono riassunte le caratteristiche salienti del progetto:






Rimando gli interessati alle slide delle serate e alla registrazione video delle medesime.
In fondo a questo articolo troverete tutti i link ai fornitori dei componenti e agli articoli di approfondimento.

il modulo "HB100" è un dispositivo utilizzato primariamente come "radar doppler" nei sensori di presenza "volumetrici" e nei sistemi di misurazione della velocita' di un oggetto.


Sostiuisce i vecchi moduli con diodo Gunn, noti impropriamente come "Gunnpplexer", molto apprezzati dai radioamatori negli anni 70, con cui si realizzarono i "gigafoni", ovvero RTX portatili molto performanti (per i tempi).

l'HB100  richiede una singola alimentazione a 5V, valido quindi per essere alimentato da un "power bank" per telefonini e consuma una trentina di mA.
E' possibile modularlo in WBFM iniettando l'audio (o il video) nella porta "IF" del modulo, sfruttando la curva tensione-capacità della giunzione di uno dei dei diodi mixer (idea di Paulo CE3VNA).

Detto ciò, procediamo con la costruzione del trasmettitore.

Questo è lo schema che utilizzo normalmente:

schema completo del trasmettitore

Come potete vedere non c'è nulla di complicato. Sono veramente pochissime saldature.
Il modulo microfonico è un piccolo mostro: utilizza il chip MAX9814, amplificatore con AGC della MAXIM. L'ho scelto perchè ho voluto improntare il tutto alla massima semplicità, visto che questo articolo è pensato per gli OM alle prime armi.
E' comunque possibile sostituire il modulo audio con un piccolo preamplificatore audio, semplice ma con prestazioni minori del MAX9814.
Vi propongo uno schema di un possibile modulatore convenzionale:

Modulatore alternativo senza MAX9814 (aumentare R2 a 680k)

Come vedete nello schema del TX compare un resistore in parallelo al power-bank, senza valore indicato. Purtroppo per alcuni power-bank i circa 30mA di consumo dell'HB100 sono troppo pochi e quindi tendono a spegnersi. Il resistore serve appunto a fornire una corrente aggiuntiva che costringa il Power-bank a rimanere acceso. Nei tre modelli testati, uno non richiede alcun resistore, un altro invece vuole 100 ohm, il terzo si accontenta di un LED con in serie 220 ohm. Tutto dipende quindi dal power-bank che adottate.
Chi vuole invece usare una classica batteria da 6 o 12V non ha bisogno di questo artificio, ma si ricordi che i 5V devono essere stabilizzati, quindi utilizzare un regolatore di tensione (7805 per batterie a 12V).

SUPERANDO I 5.2 V SI BRUCIA IL GASFET INTERNO ALL'HB100 !!!
(nel dubbio mettete uno zener da 5.1V tra ingresso +5 dell'HB100 e GND!)

il potenziometro da 2k va regolato in modo che l'inviluppo di modulazione occupi un canale di circa 150kHz, parlando con voce normale nel microfono.

Il montaggio può essere effettuato su una basetta 1000 fori, non essendoci collegamenti interessati da RF.

Per ottenere una sufficiente stabilità di frequenza dall'HB100 è necessario posizionarlo in modo che risulti il più lontano possibile da masse in movimento (mani, persone), oppure schermarlo adeguatamente, per esempio mettendolo dentro a un'antenna horn come ho fatto con il mio prototipo di "DROplexer":






Come potete vedere dalle foto, tanta schermatura con nastro metallico, e ancora non basta..
L'deale è comunque mettere l'HB100 dentro a una scatoletta plastica, in modo da isolarlo dal vento, e piazzarlo su un piccolo supporto autonomo, tipo mini cavalletto fotografico.
Tutta l'elettronica e il microfono sono ad almeno un metro di distanza, connessi con il modulo tramite un cavetto schermato con 2 conduttori più schermo (GND, +5V, audio). Ottimi si sono rilevati i cavi bianchi da sistema antifurto (noti agli elettricisti come "2 per 0.22 mmq più schermo").


(setup di Paolo  IK1ZYW)

Come avrete capito, per le prime prove, e per i QSO in vista ottica fino a una cinquantina di km, non è necessaria un'antenna esterna, ma è sufficiente quella a "patch" interna all'HB100.

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ALTRI  TIPI  DI  MODULI  PER  10GHZ

Oltre all'HB100 esistono in commercio, e nel surplus, altri moduli per 10GHz, più o meno simili, alcuni anche migliori dal punto di vista meccanico. L'amico installatore di sistemi antifurto potrebbe averne, dismessi da impianti obsoleti, pronti per essere utilizzati.

C'è anche un ottimo modulo della Microwave_Solution, venduto da RS_COMPONENTS (Codice RS 883-7844). Costa più del doppio degli HB100, ma ha una meccanica spettacolare ed è dotato di vite di regolazione della frequenza.

altro tipo di modulo

modulo Microwave_solution

Purtroppo parecchi di questi moduli non si lasciano modulare tramite l'iniezione dell'audio sulla porta "IF", a causa di una diversa circuiteria interna, e quindi occorre realizzare un modulatore classico che sovrapponga l'audio alla tensione di alimentazione "5V" del modulo.
Lo schema di questo tipo di modulatore non è nulla di trascendentale:

schema modulatore tradizionale per moduli non HB100

I due diodi 1N4148 in antiparallelo servono per clippare i picchi dell'audio, allo scopo di evitare che si verifichi il superamento della tensione massima di alimentazione del modulo.
Allo stesso scopo serve il diodo zener, segnato come "OBBLIGATORIO".
Chi scrive si è messo sulla coscienza almeno un paio di HB100 durante le prove iniziali..
L'alimentazione (da 8V in sù) può derivare da una batteria a 12V, oppure da due power_bank in serie, come vedremo meglio in seguito.

Nel prossimi articoli analizzaremo nel dettaglio il sistema ricevente (ancor più semplice!) e sopratutto come mettere in frequenza il TX, pur non disponendo di strumentazione.

Per ogni delucidazione o domanda non esitate a contattarmi:




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LINK UTILI:

Slide della serata tecnica del 24/01/2020 all'ARI di Genova:

Modulo HB100:

Amplificatore microfonico:
Gruppo Facebook:  "HB100 10GHz"